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	<title>Francesco Sportelli, Autore presso FALC</title>
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	<description>Società Alpinistica dal 1920 APS</description>
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	<title>Francesco Sportelli, Autore presso FALC</title>
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		<title>Panorama su (S)Forzo</title>
		<link>https://www.falc.net/racconti/panorama-su-sforzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Sportelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2025 14:28:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non so se il picco di folklore della giornata l&#8217;abbiamo raggiunto la mattina appena arrivati sotto la parete, quando siamo saliti l&#8217;uno sulle spalle dell&#8217;altro per cacciare dentro il primo spit all&#8217;attacco (della serie Comici spostati proprio) o se invece l&#8217;avevamo già raggiunto il giorno prima quando Marghe &#8211; madrelingua scialpinista &#8211; mi scrive che&#8230;&#160;<a href="https://www.falc.net/racconti/panorama-su-sforzo/" class="" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Panorama su (S)Forzo</span></a></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Non so se il <strong>picco di folklore</strong> della giornata l&#8217;abbiamo raggiunto la mattina appena arrivati sotto la parete, quando siamo saliti l&#8217;uno sulle spalle dell&#8217;altro per cacciare dentro il primo spit all&#8217;attacco (della serie Comici spostati proprio) o se invece l&#8217;avevamo già raggiunto il giorno prima quando Marghe &#8211; madrelingua scialpinista &#8211; mi scrive che per il ritrovo pensava di fare alle 5.30.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="394" src="https://www.falc.net/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-20-at-12.44.38-1024x394.png" alt="" class="wp-image-4375" srcset="https://www.falc.net/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-20-at-12.44.38-1024x394.png 1024w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-20-at-12.44.38-300x115.png 300w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-20-at-12.44.38-768x296.png 768w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-20-at-12.44.38.png 1330w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Che poi io sul Civetta non ci sono manco stato ancora, però me l&#8217;immagino bello alto, con avvicinamenti lunghi e sveglie in orari in cui sto bevendo il terzo gin-tonic della serata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il messaggio cancellato è quello in cui scrivevo <em><strong>&#8220;5.30? Ma seria? A quell&#8217;ora le montagne hanno ancora la saracinesca giù&#8221;. </strong></em>Poi ci ripenso, dopo averlo mandato, e dico che no, effettivamente ci vuole un po&#8217; di tempo, dai Franco &#8211; mi dico &#8211; non fare sempre quello che si mette di traverso. Si, e 5.30 sia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E invece a sto giro avevo ragione. Perchè quando arriviamo sotto la parete <strong>eccola lì la saracinesca</strong>: è una saracinesca alta 300 metri, mezza strapiombante che si chiama Ancesieu. E forse i vecchietti avevano ragione, non ci metteremo poco. I vecchietti sono gli amici della Marghe. Li chiamiamo affettuosamente vecchietti solo perchè hanno una decina d&#8217;anni più di noi, ma si tengono come noi dieci anni fa&#8217;. E ci hanno consigliato una bella via su sto paretone. Talmente bella che ho dovuto tirare fuori friend e nut dalla cantina: è passato talmente tanto tempo dall&#8217;ultima volta che li ho usati che alcuni hanno già superato la data di scadenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>&#8220;La via più facile della parete</strong>&#8221; c&#8217;è scritto qua e là nelle relazioni che mi sono premurato di leggere nei giorni precedenti. Non così facile, almeno per lo stato in cui ci arrivo. E per rendere il tutto un po&#8217; più difficile in cima al secondo tiro mi stacco lo zaino per attaccarlo alla sosta e sento qualcosa che vola giù per decine di metri. Non lo zaino per fortuna, ma il sacchetto della magnesite, che vedo cadere proprio alla base della via. Ma non ci vorrà mica la magnesite per fare &#8220;LaViaPiùFacileDellaParete&#8221;, no?</p>



<p class="wp-block-paragraph">E invece non ho ragione per nulla. Ce ne vuole, e anche una buona dose di tenenza e mente salda che devo aver lasciato nel cofano della macchina stamattina, sicuro. La via è bellissima, il granito piace, Marghe in ottima forma, Franco un po&#8217; meno, ma saliamo senza troppi indugi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una cavalcata fra diedri yosemitici, fessure da urlo, svariati blocca e voletti, friend che fanno din din e scivolano giù non appena sei salito un metro sopra, ci porta ben prima delle 7 ore preventivate dai vecchietti fin sotto l&#8217;ultimo tiro, un dietro fessurato offwidth, mezzo bagnato, mezzo strapiombante.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.falc.net/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-09-20-at-18.43.52-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-4539" srcset="https://www.falc.net/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-09-20-at-18.43.52-768x1024.jpeg 768w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-09-20-at-18.43.52-225x300.jpeg 225w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-09-20-at-18.43.52-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-09-20-at-18.43.52.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Beh allora, mettiamola così: fra le scuse migliori che si possono addurre prima di calarsi senza aver finito la via, una delle migliori resta il meteo incerto. <strong>Eccoli li: grossi e provvidenziali nuvoloni si addensano sopra l&#8217;abitato di Forzo</strong>, di quelli che ti fanno dimenticare che in realtà sei un po&#8217; scarso o un po&#8217; pavido per provare ad avventurarti su quel fessurone dove ci vorrebbe un 6 BD che ovviamente non ci siamo portati dietro, perchè <em>&#8220;Ma che davero? un friend così grosso, solo per fare l&#8217;ultimo tiro in cima alla via, ma si sticazzi.&#8221;</em></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">Ci fermiamo un po&#8217; a discutere fra noi, se proseguire o meno. Non è una vera discussione, o meglio, col senno di poi sembra più una storia già scritta. Si finge di essere dispiaciuti di non poter proseguire &#8211; d&#8217;altronde quei nuvoloni portano pioggia sicuro, non vedi? &#8211; e che certo sarebbe figo arrivare in cima, e dentro di te intanto pensi a quando tornato a casa ti chiederanno <em>&#8220;Com&#8217;era la via domenica?&#8221;</em> e mestamente dovrai anche infilarci dentro un &#8220;<em>Eh purtroppo non l&#8217;abbiamo finita&#8221;</em> perchè l&#8217;orgoglio dello scalatore può essere più grosso di molte montagne.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mangiamo, facciamo <strong>la foto non di vetta</strong>, poi ci caliamo. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.falc.net/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-09-20-at-18.43.40-1024x576.jpeg" alt="" class="wp-image-4538" srcset="https://www.falc.net/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-09-20-at-18.43.40-1024x576.jpeg 1024w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-09-20-at-18.43.40-300x169.jpeg 300w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-09-20-at-18.43.40-768x432.jpeg 768w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-09-20-at-18.43.40-1536x864.jpeg 1536w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-09-20-at-18.43.40-2048x1152.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Fra le varie calate incontriamo un&#8217;altra cordata, che deve aver attaccato ore dopo di noi perché non è neanche a metà parete. Arrancano, ma sembrano decisi ad arrivare in cima, mentre noi scivoliamo giù veloci come la pioggia che non arriverà mai quel giorno. <em>&#8220;Vi calate?&#8221; </em>domandano. <em>&#8220;Eh, quei nuvoloni li, portan pioggia SICURO&#8221;</em>. E un altro pezzettino di orgoglio scalatorio intanto cresce silenziosamente dentro di te.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I vecchietti sono arrivati in cima e noi no. Ma per fortuna, per noi che non siamo vecchietti, l&#8217;unica montagna da scalare è quella dentro di noi. Beh, questa si che è una buona scusa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie Marghe. Ci vediamo la prossima estate sul Civetta.</p>
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		<title>Pillar of Fire</title>
		<link>https://www.falc.net/racconti/pillar-of-fire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Sportelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 May 2024 08:50:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>II sec. d.C. Lo scrittore e&#160;geografo Pausania, passeggia solitario lungo un viottolo che si inerpica fra muretti a secco e uliveti a perdifiato. Non sono fiori profumati ciò che cattura la sua attenzione, ma grossi vegetali di colore viola, le tsakona, melanzane striate e talmente gustose che meriteranno&#160;&#8211; circa 1800 anni dopo &#8211; un riconoscimento&#8230;&#160;<a href="https://www.falc.net/racconti/pillar-of-fire/" class="" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Pillar of Fire</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">II sec. d.C. Lo scrittore e&nbsp;geografo Pausania, passeggia solitario lungo un viottolo che si inerpica fra muretti a secco e uliveti a perdifiato. Non sono fiori profumati ciò che cattura la sua attenzione, ma grossi vegetali di colore viola, le <strong>tsakona</strong>, melanzane striate e talmente gustose che meriteranno&nbsp;&#8211; circa 1800 anni dopo &#8211; un riconoscimento dall’Unione europea.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Chiudi gli occhi per qualche attimo.</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Riesci a sentire l&#8217;olio che sfrigola? L&#8217;odore di frittura si insinua fra le tue narici e cancella qualsiasi altro profumo. Leda ed Antheia, sedute appena fuori dalla loro casa di mattoni azzurri, nel vecchio centro di Leonidio, si stanno preparando a friggerle. Hai già un po&#8217; di acquolina in bocca, ma quando Leda sparge il sale sulle melanzane, le passa nella pastella e delicatamente ne appoggia una nell&#8217;olio, non riesci a pensare ad altro che a quel momento in cui le sentirai scrocchiare sotto il palato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sei ancora stanca, è stata una mattinata faticosa. Il grande pianoro sulla cima di Kokkino Vrachos&nbsp;ti ha accolto in una festa di sprizzante primavera nel sole caldo del mezzogiorno: un intreccio fitto e inespugnabile di arbusti, cespugli e ciuffi di ogni genere. Lentisco, mirto, salvia crescono gli uni stretti agli altri, come tendenti ad un abbraccio costante, per paura che le intemperie esterne possano estirparli.&nbsp;Ad ogni passo riconosci un nuovo sentore, ora rosmarino, ora mandragola.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="576" height="1024" src="https://www.falc.net/wp-content/uploads/2024/05/pillar-of-fire-576x1024.jpg" alt="" class="wp-image-3565" srcset="https://www.falc.net/wp-content/uploads/2024/05/pillar-of-fire-576x1024.jpg 576w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2024/05/pillar-of-fire-169x300.jpg 169w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2024/05/pillar-of-fire-768x1365.jpg 768w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2024/05/pillar-of-fire-864x1536.jpg 864w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2024/05/pillar-of-fire-1152x2048.jpg 1152w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2024/05/pillar-of-fire-scaled.jpg 1440w" sizes="(max-width: 576px) 100vw, 576px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il pilastro centrale di Kokkino Vrachos</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">È il 24 aprile del 215 d.C. <strong>L&#8217;imponente muro di&nbsp;Kokkino Vrachos,&nbsp;un calcare rosso a buchi, si staglia per oltre 200 metri di altezza sopra il borgo. </strong>Pausania il Periegeta ti ha condotto alle prime luci dell&#8217;alba fin sotto la parete. Si mormora che alcuni giovani del villaggio si siano già spinti a salire fino alla cima, dove il grande pianoro è ricco di erbe e spezie, da vendere al mercato del paese. Seduta su un sasso alla base del pilastro calcareo, tiri fuori dalla saccoccia un pezzo di pane ed un tozzo di formaggio di capra, la colazione del mattino. Molti pensieri ti passano per la testa. La cima, come al solito. Ma prima quello che&nbsp;verrà. L&#8217;incertezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno scampanellio scuote i tuoi timori. Alcune capre fanno capolino curiose fra le rocce, mentre i raggi del primo sole incendiamo la cima.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Due monaci sono stati lassù la scorsa settimana&#8221;</em>&nbsp;mormora Pausania, indicando una grande grotta dall&#8217;altro lato della valle, sotto il monte Parmon.&nbsp;<em>&#8220;Hanno trovato l&#8217;icona di Panagia Vrefocratousa,&nbsp;una delle creazioni dell&#8217;evangelista Luca. Ne hanno parlato al vecchio Nikos, poi nessuno li ha più visti. Un&#8217;opera inestimabile, sai quanto potrebbe valere?&#8221;&nbsp;&nbsp;</em></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.falc.net/wp-content/uploads/2024/05/Monastero-di-Elona-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-3564" srcset="https://www.falc.net/wp-content/uploads/2024/05/Monastero-di-Elona-1024x768.jpg 1024w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2024/05/Monastero-di-Elona-300x225.jpg 300w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2024/05/Monastero-di-Elona-768x576.jpg 768w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2024/05/Monastero-di-Elona-1536x1152.jpg 1536w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2024/05/Monastero-di-Elona-2048x1536.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il monastero di Elona</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Socchiudi gli occhi mentre aguzzi la vista per cercare di immaginare come due monaci si possano essere spinti fin lassù per recuperare quella reliquia nel cuore della grotta.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;È solo uno stupido pezzo di mastice e c&#8217;era d&#8217;api&#8221;</em>&nbsp;replichi, addentando l&#8217;ultimo morso di formaggio.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non puoi saperlo, ma fra undici secoli quella grotta ospiterà uno dei più grandiosi monumenti dell&#8217;Arcadia, il Monastero di Panagia Elona, dedicato ai due monaci che si stabilirono nella grotta per proteggere la sacra icona. In realtà non ti interessa il valore di quell&#8217;icona. Stai pensando alle erbe che si dice crescano sulla cima della tua montagna, e che ti frutterebbero un bel gruzzoletto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Avvicinandoti alla parete stamattina hai adocchiato uno sperone di roccia meno invaso dalla vegetazione, che cresce rigogliosa sul resto della parete. Sembrerebbe la via più logica. <strong>Non è la prima volta che lo vedi. Quel pilastro è lì da sempre. Fin&nbsp;dalla prima mattina in cui hai messo piede qui a Leonidio.</strong> Ti attrae magnetico. Hai provato fino ad oggi a rifiutarlo, a stargli lontano, come quelle persone che sai ti porterebbero in luoghi del tuo animo che preferisci non esplorare. E invece eccoti qui.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sole lambisce i ginepri alla base della parete. L&#8217;immenso muro &#8211; fino a poco fa&#8217; tetro e severo, si erge ora come un pilastro di fuoco in tutta la sua magnificienza.&nbsp;Un ultimo sguardo a Pausania<em>&nbsp;&#8220;A dopo&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tocchi una prima volta le prese, in un rituale&nbsp;ben consolidato. Un respiro profondo. Il pollice accarezza l&#8217;indice mentre riecheggia silenzioso nella testa il tuo mantra. Sotto la punta dei polpastrelli la roccia e fredda e ruvida. Stringi i calzari, affinchè&nbsp;il cuoio aderisca perfettamente. <strong>E poi fai quello per cui il destino ti ha chiamato qui stamane.</strong> Un passo dopo l&#8217;altro ti libri leggera fra fessure e buchi, come un&#8217;ape meticolosa che volteggia da un fiore all&#8217;altro.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;aria si scalda, la montagna ti accoglie.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nessun suono oltre quello delle tortore che sembrano cantilenare il tuo nome. Tutu-tu. Tutu-tu. Una leggera brezza ti accarezza il collo quando le cime degli alberi cominciano a farsi piccole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non indugi mai, nemmeno quando un pezzo di roccia poco solido si sgretola sotto un piede. Non ti infastidiscono le fessure terrose, nè i pochi arbusti che riempono&nbsp;la parte bassa della parete. Uno sguardo oltre il filo dello spigolo ti regala una nuova prospettiva sull&#8217;incrocio di decine di sterrati di campagne, che ora si rompono e ora si intrecciano per finire poi nel mare: il golfo è calmo stamattina, un filo di vento increspa leggermente le onde. Alcune barche stanno rientrando nel porticciolo di Plakia, cariche di pesci.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La lingua accarezza il palato mentre immagini un buon saganaki di gamberi, il sapore acidulo del pomodoro,la freschezza del prezzemolo fresco.In lontananza, li dove le sabbie dorate della spiaggia di Livadi si perdono nel profondo mare blu, eri stata con Foroneo. Ti aveva condotto li dove&nbsp;la tua nudità non avrebbe sconcertato gli altri bagnanti. Una mattina indimetinticabile, soli in un fazzoletto di spiaggia col calore della sabbia addosso e nient&#8217;altro, dimentichi di ansie e pensieri alcuni. Galleggiavi leggera quel giorno, come oggi su prese piccole come sardine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sorridi mentre il tuo corpo è un tutt&#8217;uno con la montagna. Unico testimone un rapace, si aggira silenzioso sopra la tua testa, alla ricerca di qualche incauta preda mattutina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tempo si è fermato, giusto quello che ti serviva per scalare fin dove le rocce lasciano spazio a una distesa di arbusti. Il tuo sguardo può finalmente spaziare in ogni direzione, le spalle si rilassano. È stata una fatica splendida, durata&nbsp;quasi troppo poco. La cima angusta, come se gli dei avessero voluto tagliare di netto la punta della montagna per lasciare spazio ad un momento di distensione per i comuni mortali che avrebbero osato la vetta.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La discesa non ti preoccupa, lo stomaco brontola, ma già pregusta una buona moussaka e un bicchiere di ouzo dalla tua amica Leda. Qualche attimo ancora per annotare un pensiero sul tuo diario, poi riempi lo zaino di erbe e di emozioni e sgambetti allegra verso il paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">**</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal tuo diario, il giorno che scalasti&nbsp;Kokkino Vrachos per la prima volta.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Son salita su per il pilastro di fuoco, un mercato di erbe è il premio per i coraggiosi della montagna&#8221;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Resterà chiuso nel tuo cassetto dopo la fine dei tuoi giorni. I tuoi discendenti lo troveranno e lo tramanderanno&nbsp;per generazioni. Giungerà infine ad uno dei tuoi bis-bis-bis nipoti, Aris Theodoropoulos.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta in cima al pilastro, dopo un&#8217;intensa giornata di arrampicata e 8 tiri corda, nel sole del tramonto di un giorno d&#8217;aprile del 1987, assieme al suo amico Dimitris sceglierà per quella via il nome Pillar of Fire, la prima via di arrampicata sportiva di Leonidio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò che facciamo in vita riecheggia nell&#8217;eternità.</p>
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		<title>Frange di Theleme</title>
		<link>https://www.falc.net/racconti/frange-di-theleme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Sportelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Dec 2023 10:25:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La prima volta che ti ho vista ho avuto paura.&#160; La maggior parte delle cose che mi piacciono troppo, a volte mi spaventano. Certi incontri ti mettono davanti a te stesso, a quello che hai fatto finora, a chi sei veramente, per questo fanno paura. Per alcuni la paura è debolezza, magari lo è: puoi&#8230;&#160;<a href="https://www.falc.net/racconti/frange-di-theleme/" class="" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Frange di Theleme</span></a></p>
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							<p>La prima volta che ti ho vista ho avuto paura. </p><p>La maggior parte delle cose che mi piacciono troppo, a volte mi spaventano</p><p>Certi incontri ti mettono davanti a te stesso, a quello che hai fatto finora, a chi sei veramente, per questo fanno paura. Per alcuni la paura è debolezza, magari lo è: puoi decidere di affrontare certe sfide, o di tornare indietro. Ma alcune volte quando ti imbarchi in un nuovo viaggio fallire non è un&#8217;opzione.</p><p>La prima volta che ti ho vista non avevo il casco. Forse volevo correre il rischio di farmi male. A volte quando scalo non lo metto, altre volte sarebbe meglio averlo anche quando non si scala. Ci si può far assai male anche lontano da una parete. </p><p>La prima volta che ti ho vista ho avuto paura. Eppure, a ripensarci oggi, sarei rimasto lì ore ad assaporare quel momento di precarietà in cui non sai cosa succede se vai avanti, se fai un passo di troppo e non hai più la possibilità di tornare indietro. Certo puoi decidere di non far nulla, di non fare neanche il primo passo. Oppure cambiare idea. Spesso gli individui cambiano idea, per scegliere liberamente e improvvisamente l&#8217;alternativa peggiore, pur avendone la consapevolezza. </p><p>Luca mi ha mandato avanti a vedere cosa c&#8217;era sulla quella placca apparentemente liscia. Ha detto &#8220;Vedrai che ti diverti&#8221;. Non ero troppo convinto. Quando incontri un terreno vergine per la prima volta è normale essere cauti. Tutto può essere fragile, soprattutto se stessi. La prima volta non ci sono chiodi o spit a indicare la via rassicuranti, nè sguardi rassicuranti.</p><p>Una vena di selce nera, come una frangia si infrange su un dorso liscio. Non è sicuro appoggiarvi le mani, eppure è necessario farlo. Su questa roccia fragile ogni passo va saggiato con calma. Certo, si ci può sempre voltare a guardare indietro, fare due passi verso il basso e ritornare all&#8217;inizio. Ma una volta che lasci che le cose fluiscano, niente è in grado di fermarle. Un movimento dopo l&#8217;altro, sai sempre cosa fare, ti proteggi quando puoi, e quando non puoi vai, a volte cauto, altre volte con un po&#8217; di sana sfrontatezza.</p><p>Avrei potuto ignorarti del tutto. Avrei potuto evitare di posare il mio sguardo sopra di te. E invece dopo un tempo indefinito a corteggiarti è già tutto finito. I movimenti impossibili sono dietro di te, i passi precari son metri indietro. Poche fettucce su arbusti, qualche friend ed già finita. Abbiamo ballato assieme per un tempo che sembrava lungo ore, fra piccoli appigli, movimenti delicati e friend di dubbia tenuta. Poi in un attimo sei in cima, ti guardi indietro, solo qualche lacrima di felicità, sorridi un po&#8217;.</p><p>Posso provare a controllare tutto in queste situazioni: il respiro, i piedi, il sorriso, l&#8217;attenzione. Ma non posso controllare chi sono, perché sono quello che sono.</p><p> </p><p> </p><p>Quando ti ho incontrata la seconda volta, non avevo neanche immaginato sarebbe successo. La seconda volta che ci siamo incontrati pensavo non ti avrei più rivista. E allora sei venuta tu ad abbracciarmi ancora una volta, chi sa se sarà stata l&#8217;ultima.</p><p>Di una cosa sono sicuro. Ogni volta che vorrò rivederti, saprò dove cercarti, arrampicando Frange di Theleme, al Monte Spedone.</p>						</div>
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							<p><span style="font-weight: bold;">Frange di Theleme</span> si sviluppa sul lato sinistro del <span style="font-weight: bold;">Monte Spedone</span>, su un pilastro staccato poco oltre il limite destro della falesia alla base della parete. Notevolmente ripulita da vegetazione e rocce instabili, attraversa i tratti migliori del pilastro, conservando tuttavia tutto il sapore di un&#8217;avventura da ricercare con calma, su una montagna che alterna tratti di rocce instabili a splendide placche, fessure e concrezioni di selce. Un luogo splendido &#8211; Theleme &#8211;  di incontri inaspettati, ed un termine che significa desiderio e volontà, che sono poi le uniche cose che servono per accogliere certi incontri in montagna.</p>						</div>
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		<title>Il fantasma della libertà</title>
		<link>https://www.falc.net/racconti/il-fantasma-della-liberta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Sportelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jul 2023 07:30:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Clara Lucia è bellissima. Indossa un paio di leggins colorati e mi accoglie con un sorriso a 38 denti sull&#8217;uscio del rifugio. &#8220;It&#8217;s good to stretch&#8221; mi dice in un inglese stentato carico di cadenza germanica, guardandomi appoggiato al tavolo mentre faccio stretching: le ginocchia e i muscoli non sono più quelli di un tempo&#8230;&#160;<a href="https://www.falc.net/racconti/il-fantasma-della-liberta/" class="" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Il fantasma della libertà</span></a></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Clara Lucia è bellissima. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Indossa un paio di leggins colorati e mi accoglie con un sorriso a 38 denti sull&#8217;uscio del rifugio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;It&#8217;s good to stretch&#8221;</em> mi dice in un inglese stentato carico di cadenza germanica, guardandomi appoggiato al tavolo mentre faccio stretching: le ginocchia e i muscoli non sono più quelli di un tempo e anche solo un paio d&#8217;ore di scarpinata per salire al Rosalba si fanno sentire. Ma un sorrisone così ripaga tutte le fatiche. Mentre sono ancora lì che fantastico, si allontana con un amico verso le pareti e allora ne approfitto per riprendere familiarità con il rifugio, da cui manco oramai da quando Mauro l&#8217;ha lasciato a nuova gestione.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="576" height="1024" src="https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/07/fantasma-liberta-torrione-cinquantenario-576x1024.jpg" alt="fantasma libertà torrione cinquantenario" class="wp-image-3092" srcset="https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/07/fantasma-liberta-torrione-cinquantenario-576x1024.jpg 576w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/07/fantasma-liberta-torrione-cinquantenario-169x300.jpg 169w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/07/fantasma-liberta-torrione-cinquantenario-768x1365.jpg 768w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/07/fantasma-liberta-torrione-cinquantenario-864x1536.jpg 864w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/07/fantasma-liberta-torrione-cinquantenario-1152x2048.jpg 1152w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/07/fantasma-liberta-torrione-cinquantenario-scaled.jpg 1440w" sizes="(max-width: 576px) 100vw, 576px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo venuti per scalare un torrione che svetta qui davanti. <strong>Non è la prima volta che ci proviamo:</strong> l&#8217;ultima volta, 3 mesi fa&#8217;, eravamo saliti in una splendida giornata di sole primaverile. Tommaso con passo svelto e sicuro, io trascinandomi come al solito, ogni volta che devo fare più di due passi dalla macchina alla falesia. All&#8217;attacco ombra, freddo, roccia gelida e stanchezza ci erano piovuti addosso come una doccia gelata. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Beh, hai presente quando ti scende? Beh, mi era scesa tutta assieme.</strong> La goccia che aveva fatto traboccare il vaso era stato quando aveva cominciato a nevicare. Ad Aprile. In Grignetta. Dove il meteo è mutevole manco fossimo in Patagonia (in realtà prendere nebbia e freddo è talmente consueto, che forse non si tratta di meteo mutevole&#8230;). Eravamo allora scesi rapidamente verso valle senza aver praticamente neanche messo l&#8217;imbrago, fino alla Rocca di Baiedo. Però la giornata aveva preso tutt&#8217;un altra piega quando mi ero ricordato di una via che non avevo ancora fatto lì alla rocca &#8211; Granata 87 &#8211; di Tarcisio Fazzini. Corta, ma con tutto il pepe che uno dei migliori piedini del Masino ci può mettere. Una bella soddisfazione su cui ripiegare.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p class="wp-block-paragraph">Passano le settimane, e per noi non professionisti, incastrati tra famiglia, impegni e lavoro, riuscire a combinare di nuovo è un&#8217;impresa. <strong>Ma finalmente si presenta l&#8217;occasione di riprovarci.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Salgo da solo questa volta, un po&#8217; per staccare dal tran-tran milanese con un po&#8217; di anticipo, un po&#8217; per diluire avvicinamento e scalata su 2 giorni diversi; è anche l&#8217;occasione per vivere la montagna senza quella dimensione del mordi e fuggi, e camminare con i camosci silenziosamente. Assorto nei pensieri che turbinano ogni volta che torno sulla Grigna Ferigna, mi isolo un po&#8217; una volta su, guardando i pinnacoli che svettano attorno al rifugio, che si intravedono e si nascondono fra le nebbie del luogo. <strong>Claudia Lucia mi riporta subito al presente: mi fissa con due occhi di un azzurro così profondo da farmi ricordare che sono un uomo di mare in mezzo alle montagne.</strong> <em>&#8220;My mother&#8217;s from Florence&#8221;</em> esclama esaltata, quando le chiedo come mai vanti non uno, ma ben due nomi italiani. Facciamo un brindisi felice, birra con vino, fra persone che non si erano mai viste prima. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Are you gonna climb tomorrow?</em>&#8220;, chiede ancora, curiosa. Le mostro la campana che svetta sulla cima del Cinquantenario e che spero di suonare l&#8217;indomani, quando Tommi mi raggiungerà per riprovarci, questa volta con un meteo &#8211; si spera &#8211; migliore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiacchieriamo di tante cose: di com&#8217;è la vita a Milano, di tempo libero, di come mai i tedeschi vanno in vacanza sempre e possiedono tutti un Wolfswagen California acchitattissimo: Clara Lucia e il suo compagno &#8211; Ian &#8211; sono qui nel lecchese da due settimane in vacanza. Arrivano dalla Blue Valley, una zona nel sud della Germania: sono felici, senza pensieri, nel fiore della loro gioventù: un po&#8217; gli invidio la fortuna di poter fare vacanze evitando il solito agosto italiano. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche loro hanno un obiettivo per domani, vedere l&#8217;alba sulla cima della Grignetta: li carico di aspettative, raccontandogli di quella volta che ci sono stato per festeggiare il mio compleanno e vedere l&#8217;alba lì dove il bivacco a forma di ufo ti fa sentire su un altro pianeta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rifugio lentamente si spegne. Gli alpinisti che domattina si sveglieranno presto riempiono le brande. Leggo un po&#8217; e mi viene voglia di scrivere, con un foglio e una penna, come non capita più così spesso.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/07/libri-e-scrittura-al-rifugio-rosalba-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-3094" srcset="https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/07/libri-e-scrittura-al-rifugio-rosalba-1024x576.jpg 1024w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/07/libri-e-scrittura-al-rifugio-rosalba-300x169.jpg 300w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/07/libri-e-scrittura-al-rifugio-rosalba-768x432.jpg 768w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/07/libri-e-scrittura-al-rifugio-rosalba-1536x864.jpg 1536w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/07/libri-e-scrittura-al-rifugio-rosalba-2048x1152.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p class="wp-block-paragraph">MI sveglio presto. La luce comincia a filtrare fra le finestre del rifugio. <strong>Clara Lucia non c&#8217;è più, probabilmente non la rivedrò mai più: </strong>un&#8217;altra conferma di quanto effimere siano le cose della vita e di quanto tutto cambi in un baleno. Lei e Ian si son svegliati nel cuore della notte per salire verso l&#8217;ufo; nell&#8217;euforia del chiacchiericcio serale, ho dimenticato di dirle che vedere il sole all&#8217;alba sulla cima della Grignetta è un terno a lotto. Infatti stamattina puntualmente è tutta avvolta nella nebbia. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È il 15 luglio, anniversario di <a href="https://whirlingtop.medium.com/quella-volta-che-sono-caduto-in-un-crepaccio-c8f83800b4e" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quella volta</a> che son caduto nel crepaccio: un pensiero che si aggiunge a tutti quelli che mi frullano in testa ogni volta che son solo in montagna. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tommi mi raggiunge a metà mattina: anche lui ha profondi occhi azzurri: per tutto il giorno, mentre arrampichiamo sul Fantasma della Libertà al Torrione del Cinquantenario, ogni volta che si gira per urlarmi il classico <em>&#8220;Blocca un attimo&#8221;</em>  immagino di essere su quelle splendide placche con Clara Lucia. Sorrido molto allegro. È una splendida giornata.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/07/Francesco-e-Tommi-in-cima-al-cinquantenario-1024x576.jpeg" alt="" class="wp-image-3098" srcset="https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/07/Francesco-e-Tommi-in-cima-al-cinquantenario-1024x576.jpeg 1024w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/07/Francesco-e-Tommi-in-cima-al-cinquantenario-300x169.jpeg 300w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/07/Francesco-e-Tommi-in-cima-al-cinquantenario-768x432.jpeg 768w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/07/Francesco-e-Tommi-in-cima-al-cinquantenario-1536x864.jpeg 1536w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/07/Francesco-e-Tommi-in-cima-al-cinquantenario-2048x1152.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Reggatta de Blanc &#8211; Corna di Medale</title>
		<link>https://www.falc.net/racconti/reggatta-de-blanc-corna-di-medale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Sportelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Mar 2023 17:15:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A detta di Giovanni Chiaffarelli, il secondo tiro di Reggatta de Blanc è uno dei più belli di tutto il Medale. Detto da lui &#8211; che qualcosina in Medale l&#8217;ha fatta &#8211; questa affermazione assume tutt&#8221;altro sapore. Lì dove oggi si erge il Medale milioni di anni fa c&#8217;era il mare: la roccia sedimentaria di&#8230;&#160;<a href="https://www.falc.net/racconti/reggatta-de-blanc-corna-di-medale/" class="" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Reggatta de Blanc &#8211; Corna di Medale</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A detta di Giovanni Chiaffarelli, il secondo tiro di Reggatta de Blanc è uno dei più belli di tutto il Medale.  Detto da lui &#8211; che qualcosina in Medale l&#8217;ha fatta &#8211; questa affermazione assume tutt&#8221;altro sapore.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p class="wp-block-paragraph">Lì dove oggi si erge il Medale milioni di anni fa c&#8217;era il mare: la roccia sedimentaria di cui è fatto &#8211; in buona sostanza un grosso ammasso di conchiglie schiacciate &#8211; si sgretola assai facilmente e, come dicono alcuni miei amici geologi, <strong>fra qualche tempo non esisterà più.</strong> Nel frattempo si può ancora scalare. Anche perchè, nonostante la progressiva e incessante sgretolatura, la maggior parte della parete gode di roccia ottima, motivo per cui frotte di scalatori e chiodatori ci hanno tracciato degli splendidi itinerari.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/02/corna-di-medale-tramonto-su-reggatta-de-blanc-576x1024.jpg" alt="" class="wp-image-2980" width="821" height="1458" srcset="https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/02/corna-di-medale-tramonto-su-reggatta-de-blanc-576x1024.jpg 576w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/02/corna-di-medale-tramonto-su-reggatta-de-blanc-169x300.jpg 169w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/02/corna-di-medale-tramonto-su-reggatta-de-blanc-768x1365.jpg 768w" sizes="(max-width: 821px) 100vw, 821px" /><figcaption>Tramonta il sole sulla Corna di Medale</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Luca Bozzi ha speso decine di giornate su questa parete, perciò quando mi propone di andare a sistemare <em>&#8220;una via vecchia che stiamo sistemando con Giovanni&#8221;</em>, non ci penso due volte. Non è la prima volta che scaliamo assieme e la differenza di età si fa sentire solo nel timore reverenziale che ho verso questi <em>&#8220;signori dell&#8217;alpinismo&#8221;</em>, che hanno avuto il coraggio (e la fortuna) di avventurarsi in salite senza tutto quel rischio calcolato che accompagna le nostre giornate.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lungo il sentiero si parla di vie, ma anche di ricordi:</strong> della locanda del Medale, dove potevi lasciare li zaino sotto il tavolo prima di andare a scalare per poi ritrovarti a sera a sbevazzare per festeggiare, della via che stiamo andando a sistemare &#8211; Reggatta de Blanc &#8211; aperta dal loro amico Umberto Villotta e poi caduta un po&#8217; nel dimenticatoio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre ancora sto sistemando il saccone con tutto il materiale, Luca parte a cannone sul primo tiro e fa una decina di metri senza mettere niente (a proposito di rischio calcolato). La via è chiodata sui passaggi duri, da integrare con qualche friend, ma in un battibaleno è in sosta. Poi mi lascia andare avanti sul secondo tiro, che a vederlo da sotto, nel grottino in cui si sosta, fa un po&#8217; impressione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nè lui ne Giovanni ne sono ancora venuti a capo: poco male, non ne vengo a capo neanche io oggi. Il tiro mi sembra bellissimo, nella roccia e nei movimenti, ma alcune sezioni restano ancora un&#8217;incognita. È da poco passata la metà di Gennaio e più che il sole sono gli strapiombi a scaldarci.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/02/Luca-Bozzi-in-apertura-e-pulizia-di-L3-su-Reggatta-de-Blanc-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-2985" srcset="https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/02/Luca-Bozzi-in-apertura-e-pulizia-di-L3-su-Reggatta-de-Blanc-1024x576.jpg 1024w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/02/Luca-Bozzi-in-apertura-e-pulizia-di-L3-su-Reggatta-de-Blanc-300x169.jpg 300w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/02/Luca-Bozzi-in-apertura-e-pulizia-di-L3-su-Reggatta-de-Blanc-768x432.jpg 768w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/02/Luca-Bozzi-in-apertura-e-pulizia-di-L3-su-Reggatta-de-Blanc-1536x864.jpg 1536w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/02/Luca-Bozzi-in-apertura-e-pulizia-di-L3-su-Reggatta-de-Blanc-2048x1152.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Luca Bozzi in apertura (e pulizia) di L3 su Reggatta de Blanc</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Non abbiamo molto tempo oggi, così saliamo ancora un po&#8217; oltre, puliamo ancora da erbe e rovi per rendere il tutto più piacevole possibile e ci caliamo. Mentre in macchina passano le note di Reggatta de Blanc, l&#8217;album dei Police che da il nome alla via, l&#8217;occhio va ancora alla parete, con l&#8217;idea di poterci tornare presto.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p class="wp-block-paragraph">Passa qualche settimana e siamo ancora una volta al parcheggio di Laorca, questa volta con Giovanni Chiaffarelli e Federico Montagna, espertissimi del Medale: sole, freddo e un leggero venticello, condizioni perfette. L&#8217;obiettivo della giornata è finire la sistemazione della via, che necessita ancora di un po&#8217; di qualche rifinitura e prendersi un po&#8217; di tempo per provare il secondo tiro che resta ancora irrisolto. Giovanni mi dice che ha fatto tutti i passi, ma metterlo assieme è un&#8217;altra storia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/02/Reggatta-de-Blanc-Giovanni-Chiaffarrelli-su-L2-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-2981" srcset="https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/02/Reggatta-de-Blanc-Giovanni-Chiaffarrelli-su-L2-1024x576.jpg 1024w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/02/Reggatta-de-Blanc-Giovanni-Chiaffarrelli-su-L2-300x169.jpg 300w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/02/Reggatta-de-Blanc-Giovanni-Chiaffarrelli-su-L2-768x432.jpg 768w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/02/Reggatta-de-Blanc-Giovanni-Chiaffarrelli-su-L2-1536x864.jpg 1536w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2023/02/Reggatta-de-Blanc-Giovanni-Chiaffarrelli-su-L2-2048x1152.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Giovanni Chiaffarelli sulle canne di L2</figcaption></figure>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>I tiri belli non sono solo quelli che chiudi a vista, ma anche quelli che vuoi tornare a chiudere quando non ti sono entrati.</em></p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora una volta mi lasciano l&#8217;onore (e l&#8217;onere) di andare avanti a montarlo. I primi splendidi metri su ottime canne , poi placche e diedri grigi dove bisogna ricordarsi &#8211; tanto per cambiare &#8211; che i piedi servono, le gocce tengono. Solo che a sto giro montandolo entra pure la libera. Una felicità piccola, che come al solito dura qualche secondo, come tutte quelle volte che chiudi un tiro, ma molto grande se la paragoni alla voglia che avevi di tornare a farlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi scendo in sosta per far provare anche gli altri un giro. Abbiamo tutto il tempo oggi per completare i lavori fino in cima. Continuiamo a salire: puliamo bene i tiri dai sassi per rendere il tutto più piacevole, sistemiamo i fix che servono, recuperiamo le corde lasciate qualche giorno prima quando Luca e Giovanni erano saliti per un tentativo finito con un piccolo infortunio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non usciamo in cengia, che sarebbe consigliabile, ma ci caliamo ancora in doppia per recuperare il materiale e concludere le pulizie di inverno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una stretta di mano a fine via, semplice e senza fronzoli, carica di tanti significati.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p class="wp-block-paragraph">Più tardi, beviamo una birra al Coyote per festeggiare l&#8217;ottima giornata. Al tavolo affianco una bella combriccola di alpinisti con qualche capello grigio anche loro intenti a bere dopo una giornata di scalata. Si scambiamo chiacchiere sulla giornata, su cosa abbiamo fatto. Uno di loro ha ancora il fuoco di un ventenne dentro: mi chiede della via, della bellezza, dei gradi, della roccia; gli si illuminano gli occhi solo a parlarne, subito propone al suo compare di andarci anche loro &#8211; ora che è sistemata &#8211; a farci un giro. Con un pizzico di invidia mi immagino fra un po&#8217; anni, speranzoso di avere ancora quel fuoco e quel sorriso davanti a uno stupido pezzo di roccia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Sai con chi parlavi?&#8221;</em> mi chiede Giovanni. <em>&#8220;Quello è Nando Nusdeo&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;QUEL Nando?&#8221;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Già, proprio lui, con l&#8217;arditezza e la curiosità di un bambino, non ancora sazio di montagne e avventure.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Perchè Reggatta de Blanc è una piccola avventura, a due passi da casa.</strong></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="http://larioclimb.paolo-sonja.net/falesie_lecco/medale/bastionata_del_rifugio/index.html">Qui la relazione completa della via su Larioclimb.</a></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Finale Ligure, Speed record su Simonetta</title>
		<link>https://www.falc.net/racconti/finale-ligure-speed-record-su-simonetta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Sportelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Dec 2021 23:58:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.falc.net/?p=1757</guid>

					<description><![CDATA[<p>Non mi ricordo più quante volte ho scalato SImonetta. Nè ricordo la prima volta. Quello che ricordo perfettamente è però la sensazione che ho avuto quella prima volta: Simonetta mi è sembrata la via perfetta per un allievo che comincia a scalare una via di più tiri: percorso tortuoso, soste su alberi, su catene, su&#8230;&#160;<a href="https://www.falc.net/racconti/finale-ligure-speed-record-su-simonetta/" class="" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Finale Ligure, Speed record su Simonetta</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Non mi ricordo più quante volte ho scalato SImonetta. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nè ricordo la prima volta. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che ricordo perfettamente è però la sensazione che ho avuto quella prima volta: Simonetta mi è sembrata <strong>la via perfetta per un allievo che comincia a scalare una via di più tiri</strong>: percorso tortuoso, soste su alberi, su catene, su fittoni da collegare, possibilità di piazzare qualche protezione veloce, qualche friend, opportunità di sperimentare situazioni in cui non si vede o non si sente il compagno di cordata.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" class="wp-image-1893" style="width: 1000px;" src="https://www.falc.net/wp-content/uploads/2021/11/simonetta-finale-ligure.jpg" alt="simonetta-finale-ligure" srcset="https://www.falc.net/wp-content/uploads/2021/11/simonetta-finale-ligure.jpg 2000w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2021/11/simonetta-finale-ligure-300x169.jpg 300w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2021/11/simonetta-finale-ligure-1024x576.jpg 1024w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2021/11/simonetta-finale-ligure-768x432.jpg 768w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2021/11/simonetta-finale-ligure-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è per questo motivo che ci sono tornato sistematicamente da istruttore con gli allievi, ogni volta che tornavo alla Rocca di Perti a Finale. Nel 2018 avevo un allievo davvero in gamba in cordata con me: scalando con calma e senza troppi pensieri arrivammo in cima in poco più di un&#8217;ora. Fu lì che cominciai a pensare che forse, forse andando un po&#8217; veloci ci si poteva mettere magari meno di un&#8217;ora. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È stato allora che ho cominciato a guardarci più seriamente: <strong>150 metri di via, 6 o 7 tiri</strong> a seconda di dove si decide di sostare e non troppo altro a cui prestare apparentemente attenzione. Quasi per caso mi sono imbattuto nel video di Marco di Clemente, che ne descrive l&#8217;apertura e il tracciato affrontato la prima volta nel 1973 assieme al fratello, a Gianluigi Vaccari e Maurizio Agnese.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><iframe src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=314&#038;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FFinale68%2Fvideos%2F1586289398087301%2F&#038;show_text=false&#038;width=560&#038;t=0" width="560" height="314" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowfullscreen="true" allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; picture-in-picture; web-share" allowFullScreen="true"></iframe></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Credo che l&#8217;abbia individuata sempre Gianluigi, che oltre a essere un ricercatore all&#8217;Università di Fisica aveva una rappresentanza di prodotti medicali, pertanto spesso era all&#8217;ospedale di Pietra Ligure. E andando avanti indietro sull&#8217;autostrada passava proprio sotto la Rocca di Perti, e spesso e volentieri si fermava lì, a guardare, fare le foto col binocolo per vedere che cosa si poteva fare di nuovo su quella parete lì.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Eravamo io, Gian Luigi, mio fratello e Maurizio Agnese &#8211; mi pare di ricordare &#8211; in quattro.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Simonetta era la fidanzata di Maurizio</strong> pertanto abbiamo dato questo nome. Avventurosa nel senso che si partiva da quello che aveva individuato come punto di attacco e poi si cercava la via più facile per arrivare in cima, non c&#8217;era uno studio particolare, approfondito. E anche lì quell&#8217;uscita lì stata individuata perché c&#8217;era un non so più cos&#8217;era probabilmente una piccola quercia, o un alberello che usciva e ci è sembrato già una appiglio che poteva consentire di andare a vedere sopra quel muretto che cosa c&#8217;era. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Era proprio all&#8217;ultimo tiro: che poi oltretutto secondo me, se lo ricordo bene, è anche uno dei più belli di tutta la via perché è una fessura che poi arriva fino in cima, quasi proprio dalla dalla croce della Rocca di Perti&#8221;. [Marco Di Clemente, Finale68]</em></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p class="wp-block-paragraph">Ho cominciato a parlare dello speed record su Simonetta ad uno dei miei compagni di cordata &#8211; Michele &#8211; quasi per gioco. L&#8217;idea è circolata a lungo fra amici e altri soci di arrampicata, ma è rimasta sempre nel dimenticatoio, sorpassata da giornate in falesia dove l&#8217;ego del grado &#8211; che accompagna costantemente il nostro sport &#8211; ci porta sempre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi inaspettatamente, il giorno prima di un&#8217;uscita del <a href="https://www.falc.net/corsi/arrampicata-libera-avanzato/">corso Falc AL2</a>, un paio di istruttori &#8211; <strong>Roberto Zagolin e Alessandro Colombo</strong> &#8211; si presentano alla base della via alle prime luci dell&#8217;alba e <strong>la salgono in poco più di quaranta minuti,</strong> settando quel record minimo da battere di cui avevamo bisogno per smuovere le acque.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.falc.net/wp-content/uploads/2021/12/IMG-20211023-WA0002-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-1957" srcset="https://www.falc.net/wp-content/uploads/2021/12/IMG-20211023-WA0002-768x1024.jpeg 768w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2021/12/IMG-20211023-WA0002-225x300.jpeg 225w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2021/12/IMG-20211023-WA0002-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2021/12/IMG-20211023-WA0002.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In un attimo monta la competizione</strong>: il sogno di scalare la via con Michele in velocità lo infrange lui stesso il giorno seguente! In un momento di stanca pomeridiana post-falesia Michele e Roberto, fresco di speed record, fanno &#8220;un paio di giretti veloci&#8221;: l&#8217;obiettivo ora è semplice e misurabile, scendere sotto i 40 minuti. E i ragazzi ci riescono migliorandolo di parecchio. Al secondo giro bloccano il cronometro a 30 minuti e 32 secondi. In cima, col fiatone e due sorrisoni stampati in faccia credono che scendere sotto la mezz&#8217;ora sia infattibile. E invece no.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2 class="has-text-align-center wp-block-heading"><strong>La scimmia sale potente. </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Passano solo pochi giorni, bisogna aspettare una finestra di bel tempo e ritornare a provare a fare di meglio. Il gioco diventa ogni volta più divertente e mettere assieme i pezzi diventa sempre più una questione di dettagli. Robi si presenta all&#8217;attacco con una corda pronta per essere tagliata: corda corta, meno rinvii, materiale al minimo indispensabile, forse. Ma ora non è più solo una questione di velocità: bisogna essere perfetti, c&#8217;è da fare la migliore prestazione, nella migliore giornata, c&#8217;è il meteo, ci sono gli imprevisti, corde che si incastrano e svariate cordate su una via che è la più classica alla parete sud di Perti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa volta Michele e Roberto devono fare <strong>4 giri prima di imbroccare quello buono</strong> e migliorare ancora una volta il record. Stavolta il cronometro segna un tempo incredibile: 18 minuti e 7 secondi.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="nv-iframe-embed"><iframe title="Simonetta Speed Record - Arrampicata Rocca di Perti" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/hLpB53nshhI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="has-text-align-center wp-block-heading">Sembra un record imbattibile. Di nuovo.</h2>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p class="wp-block-paragraph">Per qualche giorno ci rimugino ancora sopra: conosco quella via come le mie tasche, chiudo gli occhi e ricordo lucidamente passaggi, piedi buoni e piedi unti, alberi salvifici, ricordo dove sono i buchi buoni (che a Finale fa l&#8217;80% della riuscita di una via) e dove sono le lame nascoste. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dicono che c&#8217;è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare: ma a un certo punto non riesco a stare più a casa. <strong>L&#8217;ego si fa sentire, potente  e infido come non mai.</strong> Un po&#8217; per sfida, un po&#8217; per sfacciataggine ci vado da solo senza compagni da aspettare e recuperare. All&#8217;attacco delle via, lì dove c&#8217;è la scritta sbiadita &#8220;Simonetta&#8221; e una chiazza a forma di mano abbiamo stabilito che sia il &#8220;punto regolamentare&#8221; da cui partire. Senza corda, senza compagni e senza margine di errore è un altro gioco. Bello, ma completamente diverso: salgo rapido, arrivo in cima, riscendo dal sentiero e riparto, di nuovo più deciso e concentrato. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In cima alla via c&#8217;è una targa in memoria di un alpinista: <em>&#8220;Nulla si crea tutto si trasforma&#8221;</em> recita il testo davanti al posto in cui per convenzione fermiamo il tempo. Quando fermo il cronometro la seconda volta mi rendo conto che ci ho messo poco, molto poco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Son felice, al settimo cielo. Da soli difficile fare meglio, forse. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.falc.net/wp-content/uploads/2021/12/simonetta-free-solo-speed-record-francesco-sportelli-1024x576.jpeg" alt="" class="wp-image-1960" srcset="https://www.falc.net/wp-content/uploads/2021/12/simonetta-free-solo-speed-record-francesco-sportelli-1024x576.jpeg 1024w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2021/12/simonetta-free-solo-speed-record-francesco-sportelli-300x169.jpeg 300w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2021/12/simonetta-free-solo-speed-record-francesco-sportelli-768x432.jpeg 768w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2021/12/simonetta-free-solo-speed-record-francesco-sportelli-1536x864.jpeg 1536w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2021/12/simonetta-free-solo-speed-record-francesco-sportelli-2048x1152.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Stracciare il record di qualcun altro, soprattutto un amico, è uno spasso. Ma quel sogno che era nato per essere condiviso va ancora condiviso. E per infrangere anche l&#8217;ultimo record serve mettere assieme tattica e conoscenza della via.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ennesimo venerdì pomeriggio: screenshot del meteo buono, e whatsapp di rito a Michele: <em>&#8220;Simonetta?&#8221;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Una giornata fredda e soleggiata. Condizioni perfette per il sending. Sotto la parete a guardare, studiare e immaginare come questo esercizio di velocità e precisione possa essere reso più perfetto di quanto è già stato fatto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marco Di Clemente se lo ricorda bene &#8211; <em>Non c&#8217;era uno studio particolare</em> &#8211; dice. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi invece dobbiamo studiare parecchio perchè per percorrere una via in velocità è necessario analizzare ogni singolo dettaglio e passaggio, conoscere a menadito movimenti, soste, posizione dei chiodi. E poi scegliere con cura il materiale da portare, e quello da lasciare a casa. </p>



<h2 class="has-text-align-center wp-block-heading">E capire fin dove si può spingere il rischio. </h2>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Fare uno speed record comporta dei rischi, come è sempre in arrampicata. Devi avere velocità e resistenza. <strong>Ma quando riesci a scalare così bene, così velocemente, è una bomba.</strong> Non avevo mai realizzato quanto può essere figo scalare così velocemente. Ti avvicini alla perfezione, scali senza errori, non sbagli movimento, non perdi tempo, non ti incasini col materiale e sei in questa coordinazione perfetta con il compagno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Certo vale tutto: arrampicata libera, artificiale, mungere i rinvii, usare gli spit per le mani, per i piedi. La cosa più importante è che non devi cadere, mai. Non è previsto cadere. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Facciamo due giri: veloci, ma non abbastanza per abbattere il record. Un paio di cordate ci guardano senza parole mentre corriamo su e giù per la parete urlando e incitandoci a vicenda. Poi siamo ancora a terra, ripassiamo mentalmente passaggi, scambi di materiale, lasciamo giù ancora qualcosina. La via è semplice e in alcuni punti forse non proteggerei nulla. Ma oggi siamo assieme e scegliamo assieme quanto rischio prenderci: certo ci si potrebbe proteggere un po&#8217; meno, forse un rinvio in meno, forse due per essere ancora più rapidi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi via su, senza fermarsi, in quello stato di grazia che poche volte si sperimenta scalando. Quando finisco di recuperare Michi in cima alla Rocca il mio orologio segna <strong>14 minuti e 54 secondi. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Si urla, si festeggia, si sta un po&#8217; in silenzio a pensare quanto è bello questo gioco inutile della montagna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E si aspetta qualcuno più veloce. Solo per il gusto di poterci tornare ancora.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="799" height="1024" src="https://www.falc.net/wp-content/uploads/2021/12/Michele-e-Franesco-speed-record-simonetta-finale-799x1024.png" alt="" class="wp-image-1961" srcset="https://www.falc.net/wp-content/uploads/2021/12/Michele-e-Franesco-speed-record-simonetta-finale-799x1024.png 799w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2021/12/Michele-e-Franesco-speed-record-simonetta-finale-234x300.png 234w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2021/12/Michele-e-Franesco-speed-record-simonetta-finale-768x984.png 768w, https://www.falc.net/wp-content/uploads/2021/12/Michele-e-Franesco-speed-record-simonetta-finale.png 876w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></figure>
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