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Pandemia

Questo articolo a cura del Presidente è la postfazione del libro del Centenario, una testimonianza dovuta in questo particolare periodo storico.

Il primo "teleconsiglio" della F.A.L.C

Il primo “teleconsiglio” della F.A.L.C.

MARZO 2020. Michele ha già fatto gli impaginati, anzi siamo ormai alle ultime revisioni dei testi e delle foto, manca solo qualche ritocco: siamo pronti per andare in stampa! Avendo rispettato il cronoprogramma che ci eravamo dati di avere le copie pronte per la ricorrenza prevista a maggio al Resegone e forse finalmente avendo placato l’ansia di mio papà Cesare…

Ma tra gennaio e febbraio si stava aggirando per il mondo e in Cina in particolare, qualcosa che avrebbe
sconvolto la vita di tutti noi… come nella fantascienza un misterioso e letale virus, migrato dagli animali
all’uomo, si stava diffondendo velocemente finché, nonostante le prime e apparentemente draconiane
misure di contenimento (l’Italia blocca i voli da e per la Cina), il 20 febbraio si riscontra il primo caso di
COVID-19 a Codogno, alle porte di Milano!
Non è intenzione fare qui la cronaca di quello che è poi successo; ci basti solo dire che per oltre due mesi la Nazione (e non solo, i notiziari parlano di oltre un miliardo di persone nel mondo) è “chiusa”: le scuole,
moltissime attività economiche, i trasporti; le persone sono obbligate a stare in casa e a muoversi solo per necessità. Ma oltre al dramma economico che ne consegue, c’è il dramma degli ospedali sommersi da centinaia di persone che quotidianamente si ammalano, molte necessitano di ricovero in Terapia Intensiva, molte muoiono… mentre scriviamo queste note i contagiati ufficiali in Italia sono oltre 200.000 e i morti oltre 30.000.
Tutte le attività personali non strettamente necessarie sono sospese, anzi sono vietate. Non si può uscire da casa, non si può fare sport se non entro 200 m dall’abitazione; ovviamente non si può andare in
montagna…
Anche la Falc si adegua e tutte le attività sociali e i corsi sono dapprima sospesi quindi annullati: almeno per la prima metà dell’anno. Così anche il programma per la celebrazione del Centenario: siamo giusto riusciti a fare la prima delle uscite programmate: la “100 scialpinisti per 100 anni” a San Bernardino, proprio alla vigilia del cosiddetto “lock down”.
La situazione si è protratta così fino ai primi di maggio, proprio oggi siamo alla vigilia di una parziale
riapertura delle attività economiche e personali, con non poche polemiche a livello nazionale, ma i sentieri sono ancora chiusi (!). Nessuno sa cosa potrà succedere da qui in avanti, se il calo dei contagi proseguirà o se ci sarà un ritorno con conseguente “richiusura” più rigida…

Come Falc abbiamo cercato di restare uniti, di farci sentire tra soci e amici, il Consiglio si è regolarmente
riunito (il 30 marzo si è tenuto il primo “teleconsiglio”!), tra i soci si sono formati vari gruppi che cercano di farsi compagnia e allegria; di tenersi informati a volte cercando di sfuggire dalle falsità che inevitabilmente circolano; alcuni si allenano “insieme” da casa, altri – rimasti bloccati fuori città – raccontano il loro isolamento, suscitando qualche invidia…; rimane il grosso problema del Rifugio, la cui stagione è probabilmente compromessa e cercheremo in tutti i modi di aiutare Elisa a superare questa difficoltà; intanto stiamo progettando la realizzazione della palestra, così da partire con i lavori appena possibile e proseguire nella realizzazione del nostro sogno e il rilancio della Società.
Abbiamo ritenuto che la testimonianza di un evento del genere non potesse essere omessa dal nostro
Numero Unico del Centenario. Un momento di particolare difficoltà per il Paese e inevitabilmente per
ciascuno di noi. Un momento in cui come Falc possiamo solo tenerci uniti, pensare al domani, stare vicini a chi può essere in grave difficoltà e pensare con fiducia che presto torneremo sulle nostre amate montagne.

 

Milano, 02/05/2020
Andrea Taddia