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Un po' di storia....
L'idea di avere una "Capanna F.A.L.C." per il soggiorno dei soci nacque subito dopo la guerra,
nell'estate del 1945.
Fu costituita una Commissione Rifugio con l'incarico di raccogliere tra i soci i fondi necessari e
di trovare un luogo in montagna che fosse lontano da zone affollate, in un ambiente di grande
bellezza naturale e relativamente vicino a Milano.
Nel novembre 1948, durante una gita in Val Gerola, la Commissione venne a sapere che una
certa "Baita Bola", posta sotto il Pizzo Varrone, era in vendita.
Il Consiglio F.A.L.C. ne decise l'acquisto e la trasformazione per l'anno successivo nel "Rifugio
F.A.L.C. al Pizzo Varrone".
A metà giugno 1949 - sciolte le nevi - poterono iniziare i complessi lavori, dopo una lunga
preparazione tecnica, burocratica e logistica.
Con il lavoro serrato e infaticabile di molti soci, che coadiuvarono alcuni operai specializzati, si
demolì il tetto esistente della baita, si innalzarono le pareti perimetrali e interne di un piano (la
Baita aveva solo il piano terra), si montarono porte e finestre e scala interna, si disposero letti
e suppellettili varie, e dopo tre mesi di intense attività, il 18 settembre 1949, venne inaugurato
il nuovo Rifugio F.A.L.C.
Nel 1952 fu poi costruita la cappellina dedicata alla Madonna del Varrone.
Nel corso degli anni, diversi soci, con grande sacrificio personale, si sono dedicati al
mantenimento e alla conduzione del Rifugio, per assicurare amichevole ospitalità ai visitatori.
Vanno ricordati, in ordine di tempo, Paolo Marubbi (il primo capannat), Giancarlo Motta (il
secondo capannat), Italo Beretta (della F.A.L.C. di Cinisello), Antonello Chiodo, cui spetta
grande riconoscenza per aver garantito l'apertura del Rifugio per oltre quindici anni durante il
periodo estivo, ed ora la giovane Serena Sironi.
Ogni alpinista è sempre stato accolto come un amico per oltre cinquant'anni, pur nella
semplicità delle sobrie attrezzature offerte, riscaldate però dal sorriso e dal cuore aperto del
socio che in quel momento conduceva il Rifugio.
"Aprendo il rifugio abbiamo aperto un cuore" fu scritto nel 1949 sulla prima pagina del primo
libro dei visitatori del Rifugio F.A.L.C.
Oggi come allora
Mauro
Melzi
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