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Itinerari dal rifugio

Aggiornato il 02/09/12

Cosa fare: ascensioni, escursioni,arrampicata

È possibile ascendere comodamente al Pizzo dei tre Signori impiegando circa 1h30. Si sale su placche rocciose appoggiate che rendono poco faticoso il cammino fino all’anticima. Da qui si procede su ghiaione poco più ripido.

Un’altra ascensione è il Pizzo Trona che analogamente può essere raggiunto in 1h30. Si tratta in questo caso di salita riservata ad escursionisti esperti. Si arriva alla diga del lago d’Inferno, la si oltrepassa e si segue il sentiero che inizialmente lo costeggia per poi deviare verso monte. Raggiunta la cresta la si percorre su sentiero impervio, con qualche passaggio ferrato e talvolta esposto. Giunti all’anticima si sale su sentiero, non sempre ben segnalato, che si trasforma spesso in passaggi d’arrampicata su roccia friabile.

Dall'estate 2012 è aperta una nuova falesia attrezzata nelle immediate vicinanze del rifugio: si tratta di 7 nuove vie aperte dalla guida alpina valtellinese Fabio Salini.  7 monotiri della lunghezza massima di 25 metri, di difficoltà contenuta tra il 5b ed il 6c, la falesia si trova a 5 minuti dal rifugio e richiede come materiali una corda da 50 metri, 11 rinvii, scarpette, imbrago, casco e un moschettone a ghiera. All'esterno del rifugio vi è esposto un pannello con foto, nomi degli itinerari, difficoltà, raccomandazioni e note.

Molto interessante il giro dei laghi che offre tra l’altro la possibilità di godere di un panorama geologico straordinariamente vario. Partendo dal rifugio si sale alla Bocchetta d’Inferno dove è possibile ammirare gruppi di numerosi stambecchi adulti. Senza valicare, si prende poi il sentiero che volge verso il lago Rotondo, lago naturale incastonato nella roccia. Si sale dapprima su ripido versante erboso (Paradisino) per poi scendere su ghiaione ripidissimo. Arrivati al lago lo si costeggia e si segue il sentiero a tratti erboso che scende fino al successivo lago Zancone, il lago naturale più bello delle Alpi Orobie. Lo si costeggia tutto e si costeggia per intero anche il successivo lago di Trona. Attraversata la diga si segue un ripido sentiero su ghiaione, denominato “Direttissima”. Si arriva alla diga d’Inferno. Attraversata anche questa si torna brevemente al rifugio. L’intero itinerario ha una durata di circa 3h30.

Cosa vedere: punti panoramici, fiori, rocce, strutture storiche

In soli 20 min. si può percorrere la facile cresta posta di fronte al rifugio seguendo le storiche trincee della Linea Cadorna che arrivano fino al monte Legnone. Si arriva sul tetto del vecchio fortino, successivamente trasformato in santuario. Scendendo si arriva in fine al rudere dell’ex caserma militare Pio XI. Si può accedere alle due fortificazioni anche senza passare dalla cresta, costeggiando il versante su sentiero di media difficoltà. Nella zona sono numerose le vecchie miniere del ferro, ora abbandonate di cui è visibile l’imboccatura.

Arrivando fino alla Bocchetta d’Inferno, in circa un’ora, e valicando verso la valle omonima, si può scendere poche decine di metri, per ammirare la roccia che si pone come cornice a destra della valle e che assume l’aspetto di una Sfinge, come del resto viene denominata. È notevole l’ambiente geologico del quale è apprezzabile la varietà stratigrafica dovuta ai movimenti tettonici generati dagli spostamenti delle placche Eurasiatica e Africana che trovano in questa zona la loro faglia di contatto. Il paesaggio è impreziosito dalle sfumature rosse dovute al Verrucano Lombardo.

La fauna è caratterizzata da diverse specie animali, soprattutto marmotte e stambecchi che facilmente si avvicinano anche fino a 4/5 metri dal rifugio. Con un pizzico di fortuna si possono anche osservare gli ermellini o animali rapaci quali falchi e aquile. Per quanto la vegetazione sia stentata crescono, attorno al rifugio, specie floreali di notevole bellezza, come anemoni, geo e rododendri che a causa della quota e della povertà del terreno assumono colorazioni particolarmente intense.

 
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